Salire a Erice
Erice si trova sulla cima del monte che chiude a nord la pianura di Trapani, a circa settecentocinquanta metri di altitudine. Dalla villa di Marausa si sale in poco più di mezz'ora di auto lungo la strada tornante, oppure si può lasciare la macchina a Trapani e prendere la funivia, che copre il dislivello in una decina di minuti: è la soluzione più comoda nei mesi estivi, quando i parcheggi in quota sono affollati, ed è anche la più panoramica.
Durante la salita il paesaggio cambia rapidamente. Dall'alto si vedono la città, le saline, la costa che prosegue verso Marsala e, nelle giornate limpide, il profilo delle Egadi. Non è raro che il borgo venga avvolto dalla nebbia anche quando in basso c'è sole: è una caratteristica del luogo, e conviene portare sempre una felpa, perché la temperatura in quota è più bassa di diversi gradi rispetto alla costa.
Dentro le mura: il Duomo e i vicoli
Il borgo ha una pianta triangolare e conserva tratti di mura molto antiche, con blocchi megalitici di età elima e punica su cui si sono innestate le fortificazioni successive. Si entra di solito da Porta Trapani, e subito dopo si incontra la Chiesa Matrice, il Real Duomo, costruito all'inizio del Trecento durante il regno di Federico III d'Aragona e dedicato all'Assunta. La torre campanaria affiancata alla chiesa può essere salita e offre una delle viste migliori sulla pianura.
Le mura sono attraversate da alcune porte storiche, che restano l'accesso pedonale al borgo. Superata la cinta, il reticolo di vicoli si apre su piazzette improvvise e su decine di edifici religiosi: Erice ha un numero di chiese sproporzionato rispetto alle sue dimensioni, eredità di una lunga storia di conventi e ordini religiosi insediati sulla montagna.
Il fascino di Erice sta soprattutto nel camminare senza meta: strade strette lastricate, cortili interni che si aprono dietro portali in pietra, chiese e conventi a ogni angolo. Il selciato è irregolare e spesso in salita, quindi servono scarpe comode. In poche ore si attraversa tutto il centro, ma vale la pena rallentare e osservare i dettagli, dai balconi in ferro alle piccole edicole votive incassate nei muri.
Il Castello di Venere e il Balio
All'estremità orientale del borgo si trova il Castello di Venere, costruito dai Normanni nel XII secolo sui resti di un santuario antico dedicato alla divinità femminile venerata sulla montagna, culto noto in tutto il Mediterraneo e poi assimilato a Venere Ericina. Il castello occupa uno sperone roccioso a strapiombo e conserva resti delle strutture di culto precedenti.
Attorno si estendono il Giardino del Balio e le Torri del Balio, sistemate nell'Ottocento come parco panoramico: sono il punto da cui si gode la vista più ampia, dal golfo fino al monte Cofano. È il luogo ideale per il tardo pomeriggio, quando la luce si abbassa e i gruppi organizzati hanno lasciato il paese.
I dolci delle monache
Erice ha una tradizione dolciaria nata nei conventi di clausura, dove le religiose lavoravano mandorle, miele e agrumi del territorio. I dolci più noti sono le genovesi, sfoglie tonde di pasta frolla ripiene di crema e spolverate di zucchero a velo, che si mangiano tiepide, insieme ai dolci di mandorla e ai frutti di marzapane.
Questa eredità è stata tramandata e resa nota anche fuori dalla Sicilia grazie al lavoro della pasticcera Maria Grammatico, che ha raccolto e conservato le ricette conventuali del territorio. Accanto alla pasticceria, l'altra attività che ha dato fama internazionale al borgo è la Fondazione Ettore Majorana, centro di cultura scientifica che dagli anni Sessanta ospita seminari e convegni negli edifici storici del paese.
Quando andare e come organizzarsi
Erice si visita tutto l'anno. In estate il borgo è la meta naturale per sfuggire al caldo della costa e si affolla soprattutto tra le undici e le sedici; in primavera e in autunno l'atmosfera è più raccolta e le luci migliori. In inverno il paese è spesso avvolto dalla nebbia, cosa che per molti visitatori è parte del fascino.
Da Marausa la gita può occupare mezza giornata o una giornata intera, eventualmente combinata con una sosta a Trapani, che si trova ai piedi della montagna. Chi arriva in auto deve tenere presente che il centro storico è a traffico limitato: si parcheggia fuori dalle mura e si prosegue a piedi.
Una nota per chi arriva d'inverno o nelle mezze stagioni: alcune attività riducono l'orario o restano chiuse nei giorni infrasettimanali, quindi conviene verificare in anticipo. Il borgo però resta sempre percorribile, e con poche persone in giro l'atmosfera cambia completamente rispetto al pieno agosto.
Gli orari della funivia, delle chiese e del castello variano con la stagione e con le condizioni meteorologiche, che in quota possono cambiare rapidamente: per aperture, tariffe ed eventuali sospensioni del servizio conviene verificare i canali ufficiali del Comune di Erice e del gestore della funivia prima di mettersi in viaggio.
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